Il project piscina naufraga definitivamente: arriva la sentenza del Tar

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 E’ arrivata la sentenza del Tar Marche sul project piscina comunale: il tribunale boccia definitivamente l’iniziativa già revocata lo scorso maggio dal comune.

Nella sentenza, il Tar definisce fondato il terzo motivo di ricorso presentato da Cogese e Pool Nuoto. In base a questo, l’intervento previsto dal progetto non può definitsi di ristrutturazione edilizia o urbanistica, ma ricade nella fattispecie della nuova costruzione.

In particolare, il tecnico verificatore, ha ritenuto «che la copertura del campo polivalente esterno con pallone pressostatico e il portico di circa 120 mq, il quale potrà essere chiuso nei periodi invernali con strutture rimovibili, devono essere considerati a tutti gli effetti superficie di progetto».

Inoltre, viene messo in evidenza come «la superficie utile di progetto sia pari a mq 5.145,265 e quindi sensibilmente maggiore a quella dichiarata, a causa della non computazione di superfici utili» e «come la superficie del portico, la superficie dei campi al di sotto della struttura pressostatica di progetto e i locali seminterrati». Infine, si sottolinea «che i circa 1862,00 mq di superficie destinata ad area di sosta non rispettano la disciplina urbanistica del comune di San Benedetto del Tronto, in quanto l’intervento si configura come “nuova costruzione”».

Esultano le società sportive. «La sentenza del Tar Marche – dichiarano i membri del Comitato Stop Project – mette fine ad un progetto nato male e finito peggio, già prima della sentenza del Tar. Le chiare responsabilità dell’amministrazione comunale sono evidenti ed individuate dal Tar stesso, ma quello che si vuole mettere in risalto è che il sindaco Piunti, appena eletto, disse che voleva mettere a norma la piscina e che sarebbe stata usufruibile entro giugno dell’anno successivo. Siamo alla fine del suo mandato e siamo ancora in questo stato.

L’esito del giudizio avanti al Tar sgombra il campo dalle calunniose accuse rivolte al comitato di voler  impedire il risanamento della piscina per interessi personali. Quel progetto era sbagliato e rappresentava un regalo al privato ed il tar l’ha sentenziato. Detto ciò, nell’interesse della città, si spera che il comune voglia proseguire oggi nella strada intrapresa del confronto aperto con le società sportive e portare avanti un progetto condiviso che ridia quanto prima alla città l’uso dell’ impianto natatorio comunale. Il confronto, e non lo scontro frontale, è la strada maestra, smarrita da questa amministrazione sin dal suo insediamento».

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